PUEBLO PASTOS

Sull’altopiano che i colombiani chiamano Núdo de los Pastos, un nodo di montagne e páramos nebbiosi che si estende circa 3.000 metri sul livello del mare nel dipartimento di Nariño, nel sud della Colombia, vive da millenni uno dei popoli indigeni più numerosi e vitali del paese: i Pastos. Oggi, la loro presenza si riconosce in venticinque resguardos indigeni che abitano tutto l’altopiano.

Sono circa 120.000 persone quelle che si riconoscono come Pastos (DANE) e il 95% di loro vive nel dipartimento di Nariño. Il loro territorio è una terra estrema e generosa costellata da vulcani e lagune in cui si dipanano i miti delle origini. È in questo paesaggio che i Pastos hanno costruito nei secoli la loro visione del mondo.

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Tessere in guanga

Un mestiere tradizione e fondamentale per la vita del popolo Pastos è la tessitura su un telaio verticale precolombiano: la guanga. Questo strumento è una struttura in legno composta da quattro assi legati verso gli estremi per creare in centro uno spazio quadrato o rettangolare, dove poi si va a creare l’ordito e successivamente la trama. Le dimensioni possono variare dipendendo i bisogni, ed è uno strumento che è parte fondamentale della casa. Imparare a tessere significava, per una donna Pasto, entrare nella vita adulta.

Le fibre utilizzate oggi nelle comunità Pasto sono principalmente lana di pecora, che può essere ottenuta dagli animali locali e filata a mano con fusi in legno, oppure già preparata in fili tesi e lisci. La tintura tradizionale avviene con sostanze naturali estratte dal territorio: le foglie di nogal (noce) danno toni giallo-marroni; la cochinilla (cocciniglia raccolta dai cactus) produce il rosso carminio; l’indigofera andina regala l’azzurro; le radici di diverse piante del páramo danno ocra, verde muschio, bronzo. 

Ruanas 

Dal telaio guanga escono prodotti di uso quotidiano e identitario: le ruanas — il mantello o poncho tradizionale —, le cobijas — coperte pesanti per le notti fredde del páramo—, oppure le fajas o chumbe — cinture colorate usate per stringere i vestiti ma anche come segno d’identità etnica. E ancora sciarpe, scialli, tappeti, o altri indumenti.

Artigianato, resistenza, economia

Il pueblo Pasto del Nariño affronta oggi sfide che mettono alla prova secoli di resilienza: la pressione dell’agroindustria, il cambiamento climatico che altera il ritmo del páramo e dei raccolti, la migrazione dei giovani verso le città e la concorrenza di prodotti industriali che imitano l’estetica indigena senza riconoscerne né compensarne i creatori. Eppure, proprio in risposta a queste pressioni, sta emergendo una forma di resistenza che guarda al futuro.

Per molte famiglie Pasto — soprattutto donne — l’artigianato rappresenta la principale fonte di reddito in territori di alta montagna. In Chisakuï abbiamo scelti pezzi tessuti in guanga dalle artigiane Pasto che insieme alla designer Flor Imbacuan portano avanti un progetto di moda che unisce i saperi tradizionali, la maestria della tessitura e lavorazione tessile, con silhouette, accostamenti e un design che va oltre al contemporaneo; sono vere opere tessili atemporali. Noi siamo rimaste incantate dalla spontaneità e fluidità dei tessuti, come avvolgono il corpo con un grazie, finezza ed eleganza. Inoltre, la versatilità di questi capi è un altro elemento che amiamo. Ogni pezzo può essere indossato in diverse maniere, dipende sempre dalla tua creatività e mood della giornata!

Portare con te un manufatto tessuto dalle donne Pasto è portare con orgoglio frammenti di storie, provenienti dal Nudo de los Pastos, capaci di trasmettere e costruire tanti altri mondi ispirati a quei paesaggi che hanno nutrito l’immaginario plasmato attraverso le guangas millenarie. 

I BEST SELLERS